lunedì 11 novembre 2013

Mazzo a Centocelle: pochi ma buoni!

Decidiamo che è giunta l'ora di cambiare, di dare una svolta al panorama dei ristoranti che frequentiamo. Pur senza dimenticare l'occhio al portafogli, perché soprattutto quando si va in giro con gli amici non è che si possa proporre di andare ai ristoranti stellati!
Una piccola ricerca e mi sono fatta intrigare dalle buone recensioni sul piccolo ristorante Mazzo trovate su Via dei Gourmet e su Puntarella Rossa. I piatti raccontati e la formula ci intrigavano parecchio. Un posto abbastanza radical, in fondo, però in un quartiere tutt'altro che radical, quanto piuttosto popolare.
I posti, va detto, sono poco più di 10, quasi tutti sul tavolo sociale, tranne un paio su un bancone con la faccia al muro. Qualcuno in più d'estate quando riescono a mettere un paio di tavolini fuori.
Ma oramai l'inverno è arrivato e quindi la prenotazione è d'obbligo, anche se devo dire che in un giorno infrasettimanale non ho avuto problemi a trovare posto il giorno stesso. Salvo poi notare che non è che chi sta seduto va via prima o poi... Tutti lì a chiedere l'ennesimo cartoccio di patate fritte, così da arrivare a fine serata nella stessa formazione.
Il menù cambia praticamente tutti i giorni, anche se pare di capire che ci sono dei cavalli di battaglia ricorrenti e qualcuno irrinunciabile come le patatine. Fra gli antipasti, la nota carina è la possibilità di pescare fra le tapas, che nascono più che altro per un aperitivo, ma che in tris diventano la base per un antipasto ad assaggi. Convinta dalle recensioni che avevo letto, io ho scelto di assaggiare il rosti di patate, in questo caso servito con una spadellata di friggitelli. Quindi le tapas, che in questo caso erano il simpatico e gradevolissimo Pork Belly, cioè delle fettine di maiale marinate dal sapore molto orientale, marinate probabilmente nella salsa dell'anatra alla pechinese; la cremosissima zuppetta di zucca al forno, dal giusto equilibrio di dolcezza e sapidità data dal formaggio croccante; poi l'arrabbiata, che era in pratica il sughetto con cui si condisce la pasta, servito nella coppetta con dei crostini tostati. Sul tavolo anche il misto di formaggi, salumi e olive, molto ricco e ben assortito.
Quindi siamo passati alla pasta, scegliendo di assaggiare i bombolotti con la gricia. Qui l'unico appunto della serata: la scelta di un pecorino più nobile, il cenerino, non è stata premiata dalla riuscita della mantecatura, dal momento che questo tipo di formaggio tende a raggrumarsi piuttosto che fare la cremina, lasciando la pasta un po' secca. Al contrario il guanciale bello croccantino era perfetto.
Come secondo prima un assaggio di trippa alla romana, che sorprendentemente era di solo esfolio, il cosiddetto centopelle, che a me piace decisamente di più. La romanissima nota di menta era ben presente ed equilibrata con il sughetto fresco.
Quindi le regine della serata: le patatine! Il nostro entusiasmo ha contagiato l'intero tavolo, ma noi abbiamo sicuramente vinto la gara della fame ordinandone 4 porzioni in 3! Contrariamente alle ormai onnipresenti chips, qui siamo di fronte a patate belle ciccione, con tanto di buccia: di solito non il mio formato preferito, perché sono amante della croccantezza, ma una sapiente doppia frittura - con abbattitura nel mezzo - le rende morbide dentro e croccantissime fuori.
Infine un assaggio di torta di carote, giusta conclusione in creatività di una cena un po' tradizionale, un po' appunto creativa!
Ultima nota: simpatici e giovanissimi i ragazzi, sia in sala che in cucina, che a fine turno escono a salutare e sentire i commenti del pubblico. Proporzionati alla mini-sala, qui siamo di fronte a una mini-brigata, con uno in sala e tre in cucina. Su richiesta, anche la possibilità di portare a casa la cena con una pre-ordinazione.

giovedì 7 novembre 2013

Hamburgeseria: atmosfera Usa a San Lorenzo

Quando entri in un locale e trovi una lavagna con su scritto Fresh Lemonade capisci subito che l'ispirazione a stelle e strisce è più che un'ispirazione. Qui è tutto in formato Usa, dalle colazioni all'americana al menù a base di hamburger e hot dog. Il tutto con un tocco italiano, perché la carne non l'andiamo mica a prendere dall'altra parte del mondo...
Detto questo, sono andata con un amico - per inciso, piacevolissima serata!- per una cenetta intimo-amicale. Temevo di non trovare posto, visto lo scarso numero di coperti, però di domenica non è così drammatico e anzi un tavolo vuoto c'era sempre. Motivo per cui non ci hanno minimamente stressati nonostante siamo stati inchiodati alle sedie dalle 20 alle 24!
In qualche caso si tratta di tavoli da 2-4 persone. In altri di piccoli tavoli sociali da 8, in cui sedersi tutti insieme se si è un gruppo, ma più probabilmente in cui sedersi insieme a sconosciuti se si è in pochi. Anzi, a dir la verità se c'è un "difetto" è proprio questo: la conformazione della sala non rende facile la convivialità per gruppi. Ma tanto meglio così perché si limitano anche gli schiamazzi.
Quanto al mangiare il menù - non leggibilissimo a dir la verità, bisogna farci un po' l'occhio - sembra ampio ma in realtà si tratta più che altro di un'ampia gamma di condimenti per pochi semplici piatti. Hamburger e hot dog in primis. Come condimento le buone patatine fritte a sfoglia (non sottilissime), servite plain o con un condimento di ham&cheese.
Noi abbiamo preso l'hamburgerazzo, che non era niente male. C'è sia l'opzione basic, su cui puoi aggiungere condimenti a tuo gusto, che 2-3 proposte loro, come quella con le verdure grigliate che ho scelto io. La carne buona, la disponibilità a grigliarla un po' di più su richiesta non mancava, e questo si apprezza, perché va bene essere puristi ma non tutti possono o vogliono mangiare la carne rosso sangue. Non male anche le patatine, alcune più morbide altre belle croccantine come piacciono a me.
Solo un suggerimento che mi sentirei di dare: in carta ci sono anche condimenti home made come la maionese. Sarebbe bello se sui tavoli fossero offerti alcuni di questi condimenti, invece che la senape o il ketchup Calvè.
Il mio amico ha preso anche l'hot dog, sembrava buono ma non l'ho assaggiato.
Detto questo siamo passati al dolce, assaggiando entrambi la cheesecake, che viene tenuta neutra e condita solo all'ultimo momento con un topping. Noi abbiamo scelto cioccolato, ma devo segnalare che non mi sembrava il solito topping di plastica dei bottiglioni. Ovvero, non ho chiesto se fosse fatto in casa, ma se era industriale era di quelli buoni. Molto saporita la cheesecake, che aveva un gusto più italiano che americano, con una presenza di yogurt a renderla più "leggera" e meno stucchevole.
Abbiamo apprezzato anche l'offerta dell'amaro a fine pasto, a fronte di un pasto che non superava i 15 euro a cranio. Un'esperienza da ripetere!