giovedì 3 aprile 2014

Trattoria Epiro a Roma: piccolo è meglio

Siamo sempre stati convinti che piccolo sia meglio. Questo locale è una conferma della nostra convinzione, insieme ad altre chicche come Mazzo a Centocelle. Qui siamo proprio davanti al mercato rionale di piazza Epiro, da cui questa trattoria moderna prende il nome. Arredo semplice semplice e servizio curato con garbo dai proprietari. Peccato che ci fosse un po' di vento che si incanalava giusto giusto nel cortiletto, perché essendoci più di 20 gradi ci avrebbe fatto piacere star fuori.
Nella carta un po' di proposte che spaziano dai lievitati home made alle paste e ai secondi. Non abbiamo assaggiato questi ultimi, ma ci siamo concessi un assaggio degli sfiziosi antipasti, come le crocchettine di pollo davvero ben fritte e saporite. Simpatici i lievitati di cui parlavo (fra cui anche il pane servito nel cestino, di cui apprezziamo l'artigianalità), che sono una specie di focaccioni in forma di rombotti e farciti abbondantemente. Noi ne abbiamo assaggiati due tipi, uno di carne e uno di pesce. Nel primo caso, parliamo di maiale, dolcemente glassato e molto azzeccato nell'abbinamento con la focaccia. Nel secondo di un pesce bandiera abbinato a cime di rape. Più buono il primo, se non altro perché la salsa agrodolce rendeva più umido il pane e meno asciutto il tutto.
Quindi abbiamo assaggiato la pasta, pescando dai classici romani. Parliamo di amatriciana, non proprio ortodossa a nostro avviso, anche perché si avvertiva un retrogusto di una qualche spezia o aroma che non abbiamo identificato, ma che lo rendeva diverso dalle amatriciane un po' più grevi a cui siamo abituati. Comunque un buon sugo, con guanciale croccante e saporito, solo avremmo aspettato altri 2 minuti prima scolare la pasta.
A questo punto ci siamo fermati, perché il focaccione è già sufficiente per sfamarsi, se ci aggiungiamo il resto eravamo già pienissimi... I prezzi non sono propriamente popolari, ma come dicevo le porzioni sono più che abbondanti, quindi un buon compromesso può essere ordinare piatti diversi per i commensali e assaggiare dividendoli (noi abbiamo fatto così). 8-10 di euro per antipasti, focacce comprese, e primi piatti, saliamo fino a una ventina per i secondi (ma come dicevo bisogna arrivarci!!!). Acqua a 3 euri, ma trattasi di Fiuggi, che effettivamente costa di più...

giovedì 13 marzo 2014

Kilo: braceria e hamburgeria in zona Parioli

Siamo capitati in questo locale della zona Parioli/Pinciano praticamente per errore. E all'inizio ci stavamo anche pentendo di questo. Il motivo è stata l'attesa: annunciata come "meno di 20 minuti" è stata di oltre 40. Intanto ci intimoriva il pubblico medio di questo locale: da un lato signore della Roma bene con più botox che sangue nelle vene, dall'altro "pischelli" pariolini e/o luissini, accorsi per lo più al richiamo dell'hamburger con le patatine.
Detto questo, ci hanno fatto accomodare in un tavolino abbastanza piccolo e scomodo, facendosi anche perdonare decisamente poco per l'attesa. In compenso, il servizio è abbastanza veloce e solerte, nonostante il locale pieno.
Detto questo, ci siamo concentrati sul menù, composto per lo più dei vari tagli di carne, nazionali e non, i cui prezzi sono all'etto (ma correttamente dalla cameriera viene chiesto al cliente che pezzatura desidera). Ci sarebbero gli hamburger (con il simpatico formato mega per 3-4 persone), ma non c'era granché scelta sui condimenti di accompagnamento alla carne: il classico hamburger senza pretese.
Comunque, il nostro obiettivo era la carne e, per puro caso, abbiamo fatto gli esterofili, provando una danese con osso e una tagliata di manzo Kobe. In questo secondo caso, una necessità: mi serviva una carne che potesse essere cotta senza diventare una suola. Ed effettivamente il consiglio della cameriera di scegliere la Kobe perché un po' più grassa è stata centrata. La danese, invece, era cotta ben al sangue come richiesto ed era stata onestamente rifilata, quindi non aveva un osso preponderante che fa solo massa (e peso sul conto!).
In accompagnamento patatine fritte a gogò: quelle normali, belle croccantine, erano le classiche surgelate. Quelle "old style" simpatiche, sabbiosine e croccanti ma con il cuore morbido.
Per concludere un brownie con gelato alla vaniglia, scelto nella snella carta dei dolci tutta molto americanofila. Per essere un dolce "all'americana" non era male e l'abbinamento con il gelato risultava sensato.
Con acqua e birra il conto è stato sulle 70 euro in due. Considerando che avevamo scelto le carni più costose della carta un prezzo tutto sommato onesto. Si segnala la presenza del brunch praticamente tutti i giorni, eccetto il sabato a pranzo. Forse potremmo pensare di farci un salto una domenica...