venerdì 10 gennaio 2014

Dol Ristorante: una buona cena laziale a Roma Centocelle

Dopo Mazzo, eccoci alla seconda bella scoperta in zona Centocelle, Dol Ristorante, il bistrot dell'omonima gastronomia specializzata in salumi&formaggi, il cui acronimo vuol dire nient'altro che Denominazione di Origine Laziale.
E pensare che un tempo mio marito lì vicino ci abitava... E adesso è diventato un polo di attrazione gastronomica per chi sceglie un posto lontano dal centro (e dove per inciso si possa parcheggiare senza troppi problemi!).
Ma passiamo alla nostra esperienza gastronomica. Per prima cosa il locale. Mega-bancone all'entrata, pieno di mille delizie, quindi una sala con un po' di tavoli di quelli piccoletti a base quadra che si compongono come si vuole, accompagnati da sedie di legno retrò, per un totale di una quarantina di coperti. Qui e là arredi vintage specialmente anni Settanta e su una parete la mega-lavagna su cui è scritto integralmente il menù, non presente in versione cartacea, che però viene pazientemente riproposto anche a voce dai responsabili di sala.
Immancabili i taglieri di salumi e formaggi, che figurano come unici antipasti, mentre la maggiore varietà si esprime sulle pizze alla teglia, buone per due persone. Bianche o rosse, si possono combinare due gusti, purché siano entrambi bianchi o rossi. Altra direttrice, piuttosto ridotta a poche opzioni di stagione e di tradizione, è quella della cucina "cucinata". Un solo primo, una zuppa, una polenta, un paio di secondi fra cui lo stufato e le Dolpette, polpette che ci ripromettiamo di assaggiare alla prossima visita. Un paio di opzioni anche per i dolci, ma di quello parliamo dopo.
Della selezione poco da dire. Il nostro formaggio preferito è stato il conciato di Bufala, una novità proveniente da Sezze (Latina) recentemente entrata in catalogo e da noi prontamente apprezzato (ne abbiamo comprato anche un pezzo da portare a casa!).
Poi abbiamo scelto la teglia bianca, con due opzioni: una selezione di formaggi Dol con una riduzione di vino e la c.d. Capra e cavoli! Nel primo caso una specie di quattro formaggi, addolcita dalla riduzione, mentre nel secondo caso una spadellata di cavolo nero, con olive all'arancia e una bella spolverata di formaggio di capra saporitissimo. Un po' sciapi cavolo e olive, tuttavia venivano opportunamente bilanciati dalla sapidità del caprino.
A questo punto, speravamo di avere un posticino per una Dolpetta, ma così non è stato, anche perché abbiamo scelto di farci tentare dal dolce. Ufficialmente era denominato "millefoglie di panettone con salsa alla zucca", ufficiosamente era un simpatico boccaccetto di quelli con la chiusura ermetica con questo ottimo panettone artigianale messo a strati con la crema che di zucca poco sapeva (per fortuna). L'alternativa sarebbe stata la crostata, sempre di zucca. Unica pecca, in questo senso, è strategica: proporre due dessert a base di zucca taglia fuori chi non ne vuole neanche sentire l'odore...
Al contrario, l'ampia selezione di birre artigianali, tutte in spina e a soli 4 euro a bicchiere, è molto apprezzabile.

giovedì 12 dicembre 2013

Spasso food: un critico gastronomico in cucina

Quello che ha fatto Federico Iavicoli è forse quello che da anni mi suggeriscono gli amici più cari, quantomeno quelli che sono passati per il mio desco: molla la scrittura che non dà pane e mettiti a cucinare! Beh, il buon Iavicoli secondo me il pane lo guadagnava anche prima, ma evidentemente è cucinando che ha avuto l'illuminazione.
Sperando che questa lampadina non si spenga mai, vi raccontiamo la nostra prima esperienza da Spasso food, che peraltro ci si è andato a collocare a 700 mt. da casa... un vero attentato al girovita in costante aumento!
Per prima cosa il format: un take away, grande praticamente quanto una pizzetteria di quartiere, anche se alle spalle si vede una cucina di dimensioni decisamente più importanti. Un po' in questo si mostra l'attitudine di Federico: schivo, più interessato al buon mangiare che al contatto con gli altri. Non ci sono posti a sedere, se si escludono le tante panchine della vicinissima Re di Roma, dove molti vanno a consumare i propri pasti e i propri peccati di gola procurati nei tanti locali che contornano la piazza. Qui siamo a un passo dalla Casa del Supplì, ci sono vari kebabbari, 4-5 gelaterie, senza contare il tiramisù di Pompi.
In questa specie di girone dei golosi, si colloca Spasso food, con la sua offerta a base di polli arrosto che girano, di insalate da passeggio, di zuppe e vellutate in coppetta, di vaschette di pasta espressa, di mini-sfizi come il "gattino" di patate in monoporzione (eletto il nostro preferito) o la polpetta di saltimbocca alla romana.
Da non sottovalutare i prezzi, più che popolari a fronte di una sicura qualità degli ingredienti, oltre che ben esposti e chiari: a eccezione delle patate al forno, qui non si va al peso, ma al pezzo, in cui le unità di misura sono le vaschette modello cinese-newyorkese o le coppette, una versione cresciuta di quelle del gelato. E a proposito del packaging, per rassicurare gli avventori che soprattutto in pausa pranzo confidiamo che daranno ragione alla visione di Iavicoli, possiamo dire che è vero che non ci si sporca: sono fatte apposta!
Il pollo ancora non l'abbiamo assaggiato, ma presto colmeremo questa mancanza, intanto possiamo dire che il goulash era di rara tenerezza nella carne, che la pasta era ottima (tanto che una vaschetta lasciatami in mano per reggerla è stata spazzolata in un batter d'occhio!), che la Caesar's salad ha una salsina segreta fantastica e così via.
Insomma, dalla prima impressione direi che è tutto già più che in ordine, ma conoscendo la vena ipercritica e perfezionista dello Iavicoli (adesso applicata a se stesso), sappiamo che probabilmente quello che ci è sembrato buono oggi con il tempo sarà ancora più buono.
Inoltre segnaliamo la presenza di birre intelligenti in bottiglia, fra cui la Perugia (artigianale recuperata comprando il marchio dalla Peroni), qualche buona belga, la Menabrea ecc. ecc.