lunedì 12 marzo 2012

Brunch da Babette a via Margutta

Il posto è elegante, il brunch non eccessivo ma con cose buone e la particolarità del dolce al bicchiere. Tutto questo è Babette, locale francese per passione, dove per la verità non amiamo tanto andare a mangiare "a la carte" quanto al buffet. Insomma, mangiare senza limiti e assaggiare qua e là. La prenotazione la domenica è d'obbligo (anzi, è consigliata qualche giorno prima), a maggior ragione con l'arrivo della bella stagione quando si mangia nel piacevolissimo dehors, che altro non è che la corte interna di un palazzotto del centro. Ah, sì perché siamo in pieno centro, precisamente a via Margutta, a suo tempo strada degli artisti, nonché via di casa di Fellini.
Ma passiamo a ciò che abbiamo mangiato in questo brunch domenicale... Il piccolo ma buon buffet presenta un discreto assortimento di verdure sia bollite che in insalata, qualche fritto (c'erano dei simpatici cubi di polenta), una buona focaccia fatta in casa, almeno un paio di primi che sono in continua rotazione (quindi se ne puntate uno, non pensate che lo rimetteranno quando finisce, perché ne arriverà un altro), una zuppona, almeno 2-3 secondi fra i quali campeggiava un buon roastbeef tagliato sottilissimo con una cremina di erbe molto saporita. Insomma, non male, anche se non ci è molto piaciuto che abbiano aumentato il prezzo da 25 a 28 euro in poco tempo. Però il prezzo include le bevande (anche vino o birra) e soprattutto il dolce "a la carte". Infatti a fine pasto si sceglie direttamente dal menu il proprio dessert. Due tipi di tortini caldi fondenti (bianco o nero), la tarte tatin e la mia preferita: la torta al pistacchio.
La mia collega assaggiandolo ha detto "ma è piena di burro". Io le ho risposto: "non diciamolo, teniamola come amara consapevolezza".

N.b. proprio di fronte a Babette c'è il Brunch del Margutta Ristorarte, un vegetariano che ci sta molto simpatico (ancora a 25 euro). Di seguito il link della precedente recensione.
http://ilpolipoaffamato.blogspot.com/2012/03/brunch-da-margutta-ristorarte.html 

venerdì 9 marzo 2012

Ginza, un giapponese a Manzoni

Dopo Ginza Gold, come al solito convinti da un deal, siamo andati anche da Ginza e basta! E decisamente ci è parso meglio di quello dorato, non tanto per il locale, quanto per la cucina. Anche se siamo ancora ben lontani dal trovare lo special one di Roma. Ma andiamo con ordine. Il locale non è elegante come Ginza Gold, ma comunque molto accogliente, arredato il più possibile in stile giappo e con una cosa simpatica: al centro della sala c'è uno chef che armeggia su una mega-piastra davanti agli ospiti. C'è da dire, però, che la controindicazione di questa simpatica idea la senti a fine serata: i vestiti che puzzano di soffritto giapponese!
Passiamo al menù: enciclopedico. E' vero che sono fotografati praticamente tutti i piatti, rotolino dopo rotolino, ma ci sembra un po' troppo ampio come menù per garantire uno standard fresco. Comunque ci siamo fidati e abbiamo ordinato due diversi piatti di sushi: uno più tradizionale, l'altro più moderno, con maki fritti e rolls con la pasta fillo. Eravamo soprattutto attirati da questi ultimi, ma in realtà sono stati una piccola delusione, se non altro perché ne avevamo mangiati di migliori. Comunque, nel complesso non si può dire affatto che la qualità sia bassa: il pesce ci è sembrato buono e l'assortimento notevole.
Peccato solo per i prezzi, e qui casca l'asino! Nonostante fossimo lì con il coupon (o forse proprio per quello) abbiamo notato come i prezzi fossero decisamente più alti della media. Chiariamo, non della media dei giapponesi di fascia alta, bensì nella media dei giapponesi che tali non sono. Normalmente, in mancanza di pedigree nipponico, i prezzi si abbassano e si può uscire soddisfatti con una barca da 35-40 euro. In questo caso, non se ne esce per meno di 30 euro a testa e ci sono risultati piuttosto costosi anche piatti con ingredienti che necessitano di meno freschezza, come le paste (ad esempio gli udon, che a me piacciono tanto). Non abbiamo assaggiato frittoni perché per una volta non ci andava, ma ci ripromettiamo alla prossima visita, se ci sarà. In ogni caso, per risparmiare qualche soldino e assaggiare qualcosa in più, si consiglia di andarci per il pranzo, quando ci sono i set menu che permettono di risparmiare decisamente.

Ps. per avere un'idea soprattutto degli ambienti potete visitare il sito del ristorante (che poi è in comune per i due Ginza, ma noi consigliamo decisamente quello di Manzoni)
http://www.ristoranteginza.com/